Tuesday, July 11, 2006

ADDIO DIAMANTE PAZZO


Aveva 60 anni ed era malato di diabete
Musica, è morto Syd Barrett
E' stato il primo leader dei Pink Floyd, dal 1965 al 1968. Il portavoce del gruppo: ''Si è spento, in maniera molto serena, un paio di giorni fa''
Londra, 11 lug. - (Adnkronos) - E' morto all'età di 60 anni Roger Keith Barrett, meglio noto come 'Syd', storica voce e chitarrista dei Pink Floyd, nonché fondatore e primo leader della band dal 1965 al 1968. Lo ha reso noto un portavoce del gruppo.

Barrett era nato il 6 gennaio 1946 a Cambridge, dove conobbe a scuola Roger Waters e David Gilmour.''Si è spento, in maniera molto serena, un paio di giorni fa'', ha precisato il portavoce, aggiungendo che il funerale si svolgerà in forma privata.

Una delle menti più geniali della storia della musica rock, e uno dei suoi miti più grandi, Roger Syd Barrett fu l'anima eccentrica e idealista dei Pink Floyd. L'abuso di stupefacenti lo portò però al punto da non essere più utile al gruppo che aveva contribuito a creare. Purtroppo, anche a causa delle droghe, la salute mentale lo abbandonò del tutto, costringendolo nel 1968 a lasciare i Pink Floyd.

Barrett era scomparso dalla scena pubblica già agli inizi degli anni '70. Malato di diabete, viveva ormai recluso nella sua casa di Cambridge. Il soprannome 'Syd' deriva da un locale jazz che frequentava in gioventù e dove c'era un suo omonimo anziano di nome Sid Barrett. Gli avventori del locale cominciarono quindi a chiamare entrambi Sid, trasformando la ''i'' in ''y'', nel caso di Roger, per distinguerli.

Barrett già alla fine del 1967 era ridotto in uno stato di semicatalessi, da cui non si è più ripreso, a causa dell'abuso degli stupefacenti. All'inizio della carriera nei Pink Floyd la sua personalità fu trainante per il gruppo, ma soltanto dopo l'uscita del primo album 'The Piper At The Gates Of Dawn' (1967) la sua sregolatezza progressivamente lo emarginò dagli studi di registrazione, finché Gilmour non lo sostituì come leader della band.

Barrett se ne andò e registrò nel 1970 il suo primo singolo 'Madcap Laughs'. Fra i Pink Floyd e Barrett correvano comunque ottimi rapporti, tanto che lo stesso Gilmour lo aiutò ad incidere il suo secondo solo, intitolato semplicemente 'Barrett', suonando un po' di tutto, dalla batteria all'organo e in quello stesso disco Wright diede alcune delle sue più poetiche prove alle tastiere ''umili''. Dopo aver inciso questi due dischi, Barrett trascorse un lungo periodo in un ospedale psichiatrico.

Nel 1975 i Pink Floyd dedicarono a Barrett lo storico album 'Wish You Were Here', dove ricordavano il loro compagno di band che aveva lasciato nei loro animi un vuoto mai colmato. Durante il periodo di produzione di Wish You Were Here, per l'esattezza nella fase di presentazione dell'album ad amici e parenti, negli storici studi di Abbey Road, si presentò uno strano personaggio, completamente calvo, grasso, e con le sopracciglia rasate, con in mano una busta della spesa, che si aggirava tra i presenti completamente allibiti.

Il primo a riconoscere Syd Barrett in quella figura ormai deturpata dagli abusi della gioventù fu proprio il suo più caro amico tra i componenti dei Floyd, nonché l'elemento che di Barrett aveva preso il posto, ossia Dave Gilmour. Dopo aver ascoltato i brani, Barrett disse sorridente: ''Mi sembra un po' datato, che ne dite?''. E uscì così, come era arrivato, lasciando Gilmour e compagni inebetiti e con le lacrime agli occhi.

Dopo diversi anni di ricovero ospedaliero e di reclusione casalinga, affidato alle cure della madre, nel 1982 Barrett rilasciò la sua prima intervista dal 1970.



ORB

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

a nome di tutti gli at olimpio's grazie a uno degli artisti che ha maggiormente influenzato e fatto maturare la nostra musica.
GRAZIE SYD RIPOSA IN PACE.

"shine on you crazy diamond"

3:20 PM  
Anonymous Anonymous said...

kiss kiss
interstellar overdrive sarà il tuo ricordino nei nostri amplificatori.
bang bang
erik

1:10 AM  
Anonymous Anonymous said...

sto male.l'ho conosciuto troppo tardi e mi sento in debito con lui.la sua schizofrenia.ha cambiato il mio modo di intendere la musica e credo anche il mio modo di suonare.mi sento in debito.e intendo lasciargli un piccolo spazio-tributo ai nostri concerti.lo devo,anzi dobbiamo, fare per riscattare un genio incompreso.

12:09 PM  

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