Tuesday, May 30, 2006

LA VERTIGINE DEL VIVERE

Beh,e ora che vuoi fare con quegli occhi di gatto? In questi giorni non ho tempo per farti le fusa, non ho voglia di vederti passare iltempo a curarti, mi innervosisce sapere che la tua maledizione none' una mia proprietà privata. Ho speso i miei giorni a credere e coltivare l'Idea di te che più si avvicinasse a quello che volevofossi. Poi d'incanto è scoppiata una bolla, il sapone s'è adagiato a terra, io ci sono scivolato dimenticandomi d'aver avuto un equilibrio. Mi sono rialzato aggrappandomi alle cose più umane che avevo. Alla famiglia. Alle partite di calcio. Al mio lavoro pagato in nero. Ho cercato un appiglio dentro un paio di drink, c'ho trovato un paio di antibiotici andati a male, ho fatto finta di nulla. Sono andato a giocare a calcetto e mi sono venuti i crampi. Sono uscito la sera e ho spaccato specchietti alle macchine parcheggiate a lato della strada. Mi sono preso in carico i problemi sentimentali degli altri, senza mai che nessuno mi restituisse il favore. Non l'ho chiesto, non lo volevo. Il mondo non è una scrivania dove ogni lettera inviata merita una risposta controfirmata. Mi basta parlarti ogni tanto, sapere che esisti, sapere che ci sei. Mi bastano i tuoi occhi a punta di diamante e la frangia che li nasconde e pettina con cura. Resto perennemente in curva, e resto in piedi. Ecco lavertigine del vivere. Eccoci a pieni polmoni.

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