Thursday, October 25, 2007

"COME OGNI AUTUNNO."



Vado?
Ok mi butto... (risate). Che quando torni a battere chiodo sui post di blogger dopo il letargo dimentichi anche come si va in bici, nevvero? Si.

E' arrivato l'autunno e dichiaro il mio amore incondizionato verso i Blonde Redhead.
"Come ogni autunno" mi risponde composta e niente affatto sorpresa Simona, quando le confido che sono definitivamente schiavo solo ora di "23".*

Poi c'è di mezzo Mike Mills (forse anche venezia e sicuramente il Maccarrone di Mister Iroki) che con un video dei suoi a illustrato a diapositive il singolo "Top Ranking" (quanto a me la canzone più bella dell'album, anche solo per l'andazzo beat della batteria e per l'anoressia eterea della voce di Kazu)... forse nel video c'è Schiele con le sue anatomie scomode o forse solo la dance anni '70.

I Blonde Redhead sono un tunnel di colla. non ne esci e sei in un santuario.
Dovevo.
Limone.

erik

*forse dovevano trascorrere 23 ascolti...che poi è solo un caso che io abbai anche visto la scorsa settimana "il numero 23"(poteva finire a 3/4 e sarebbe stato tanto meglio!) e che nella Lingua dei Segni (LIS) dei sordi con il segno '23' si indica la stupidità...

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Friday, October 19, 2007

jennifer gentle - the midnight room-


I Jennifer Gentle (one man band guidata da Marco Fasolo) non è il solito gruppo indie italiano. Sembra quasi che abbiano vissuto in un mondo a parte, e forse grazie a questo sono riusciti a varcare i confini nazionali e a suonare addirittura in Cina. Ma sicuramente non perché la loro musica si sia aperta a qualche nuova tendenza commerciale. Anzi, con questo nuovo lavoro (scritto, suonato e cantato dal solo Marco Fasolo in una casa sperduta nelle pianure del Polesine, che ha perso per strada anche lo storico batterista Alessio Gastaldello) i Jennifer Gentle si chiudono ancora di più in quelle atmosfere solo accennate nel precedente “Valende”.
Non c’è una struttura precisa. Si parte con la spettrale “Twin Ghosts” che sembra una litania per finire con “Come Closer” che viaggia sulle stesse frequenze. Pezzi pop ce ne sono (“Take My Hand”, “Electric princess”) e come al solito Syd Barrett fa capolino in ogni canzone, ma stavolta influenzato da chitarre simil Link Wray (compositore sconosciuto ai molti, ma famoso per aver suonato la colonna sonora della serie televisiva di Batman negli anni ’70 n.d.a) come per esempio in “Telephone Ringing” e “It’s in her eyes” stupendo per come combinano rock, psichedelia e musica da film alla Nino Rota . “The Ferryman” è una danza barocca e nebbiosa ed è forse uno dei pezzi migliori. In “Mercury Blood” le chitarre anni ’50 si incrociano col suono ridicolo e allo stesso tempo inquietante dei kazoo in un brano folk adornato di contrappunti ripetitivi di chitarra e tastiera.
Si continua con brani deliranti come “Quarter to Three” per arrivare all’apice con un piano impazzito e stonato dell’anarchica “Granny's House”.
Questo album è il disco più personale della formazione padovana. L’atmosfera è buia, notturna, febbrile e allucinante. La psichedelica è diventata meno tradizionale rispetto ai lavori precedenti dando la possibilità a Fasolo di coniugare l’influenza del rock n’ roll anni ’50 a quella dei compositori europei.
Sicuramente un ottimo lavoro che in poco più di trenta minuti fa “viaggiare” come direbbe qualcuno. E per quanto la produzione e realizzazione mi viene in mente il proverbio “Chi fa da sé…”
dome